Dai Diari Segreti di un Betway Poker Pro
01/07/10
Preda
Gioie e dolori, irruenza e pazienza, profitti e perdite…
Questa, in poche parole, la vita di un giocatore di poker.
Nel primo giorno a Vegas l’interesse era a farsi amici, il secondo farsi nemici e, soprattutto, fare soldi.
La cella del poker era un $4/$8 a The Wynn… e sono stato seduto al tavolo per circa un’ora, dandomi tempo e giocando piano.
Il nostro tavolo era un serio mix di giocatori arrivati per la World Series… ed affabili ubriachi, risultato di divertimento e drink gratuiti.
Siamo stati raggiunti da un giocatore che, senza dubbio, si era servito del barbiere del resort, “Master Services”, $150 al taglio. Si è accomodato alla sua sedia e piazzato il buy-in di fronte a lui.
Qui micetto micetto…
Ho subito capito che la sua vanità avrebbe potuto essere la sua debolezza… come sfruttare tutto ciò al tavolo?
Dovevo organizzarmi.
Un’altra ora era trascorsa. Il capellone aveva giocato tanto, trovandosi in buona posizione. Stavo ancora tramando l’attacco… aspettando la mia mossa.
Gatto nel Sacco
Stava giocando in maniera aggressiva, ma assennata. Ho quindi deciso di chiamare un suo pre-flop da posizione lontana. Il flop non era nulla si che, ma è riuscito a mantenere il suo record di guadagni: $28 in un piatto da $56.
Ho alzato la posta a $100. Non avevo nulla ma ero sicuro che non avrebbe chiamato.
Non lo fece.
Gli mostrai 6-5, cosa che scatenò un moto di ilarità nel vecchio ubriaco che aveva perso gli ultimi spiccioli proprio contro Mr. Capello.
Guardandomi dritto negli occhi, dopo una breve pausa mi disse: “Bella mossa”. Non lo avrei mai fatto in altre occasioni… ma a volte riesco ad essere un bel bastardo.
Nessuno di noi ha più giocato una mano sino al bluff. Il ragazzo era il grande buio. Avevo 10-10 ed ho rilanciato di $22. Gli altri hanno tutti subito foldato, mentre lui ha tirato fuori $62.
Vediamo se avevo Ragione
Chiamai.
Perchè?
Perchè è stato strano vedergli tentare un bluff a me… ed era questo quello che volevo.
$128 sul piatto. Flop 2-5-10. Il capellone sembrava risoluto.
Giocò $70.
Alzai a $220.
Normalmente, con questo rilancio, quello sarebbe stato un suicidio. Benvenuti al Thunderdome. Doveva rilanciare.
Iniziò a pensare… e pensare… e pensare…
Pensava forse di foldare?
Tirai la bottiglia d’acqua nella direzione dell’ubriaco chiacchierone che era appena tornato con un set di chip in mano. E, prevedibilmente, questo iniziò a blaterare.
Il capellone spinse le sue chip in avanti.
Dolce musica…
Fantastico taglio…
Bella giocata…
Vegas iniziava a mostrarsi.
PS
Non dimenticate di leggere tutti i tweet direttamente da Vegas. Vi terrò informati di tutte le offerte e gli speciali in programma.
“The Boss”
http://twitter.com/betway

29/06/10
Ai Tavoli di Vegas con il Re del Poker di Betway
Il Poker di Betway a Las Vegas ha finalmente preso il via ieri, quando ho scoperto che il cappellino della compagnia può essere un ottimo argomento di discussione per rompere il ghiaccio. Ha reso il ragazzo tedesco già menzionato su Twitter molto propenso a raccontarmi la sua non felicissima storia… mi è piaciuto parlare con un giovane europeo sponsorizzato per giocare a poker.
L’ho invitato a giocare ad un torneo ad Harrah’s, una divertente giocata non cara in un casinò non eccezionale. Il termine “non eccezionale” è molto relativo qui a Vegas. Il casinò era pieno di persone che vagavano in cerca di massaggi e drink gratuiti, ma non aveva nessuno a tagliarti i peli del naso o a sistemarti le sopracciglia.
E’ sorprendente quanto in fretta queste cose possano apparire essenziali.
Comunque, il mio amico ha rifiutato. Ho preso la mia strada verso il torneo… lui ha preso la sua verso l’Omaha.
Entro in azione
Ero l’unico europeo nel torneo. Sarei dovuto essere il primo eliminato. Il buy-in, di $60, corrispondeva allo 0,6% del WSOP, sebbene offriva un rebuy/addon da $40 prima del primo break… e assegnava una taglia di $10 su ogni giocatore.
Trenta minuti e le mie chip del rebuy erano già finite. Gli standard erano molto bassi e molte mani finivano allo showdown. Ho messo mano al portafogli dopo essere andato all-in al turn, con due paia di K e 10 su un tavolo di K-8-2-10. Il silenzioso tizio alla mia sinistra aveva quasi esitato a giocare A-3. Dieci minuti dopo eccomi di nuovo all-in, questa volta al river – mi sentivo colpevole di essere così aggressivo.
Tre giocatori hanno voluto vedere il flop. Sono partito da lontano con Q-9. Le carte sul tavolo erano 9-8-7. Il quarto giocatore ha scommesso metà del piatto, io sono andato all-in. Il tizio accanto a me mi ha chiamato, ed anche il bettor.
Mi sono alzato. Dovevo farlo. Era chiaro che mi avevano battuto.
Il ragazzo accanto a me ha calato 5-6, l’altro J-T.
Oops.
Il turn era un 10.
Il river un J.
In qualche modo avevo vinto.
Mamma mia!.
I Buoni Finiscono Ultimi, Giusto?
Il ragazzo alla mia sinistra era stato eliminato, ed io avevo triplicato. Il bettor non riusciva a crederci… e neanche io. Il dealer mi ha passato due chip da $5 ed ho deciso di dire “Giocatore al quarto posto, divido la taglia con te”. Gli ho lanciato la chip. Era giusto farlo secondo me, specialmente nella città che ha portato alla produzione di CSI.
Ho visto un’ottima reazione del tavolo ed al break il giocatore col quale avevo diviso la taglia mi ha stretto la mano.
Dopo quell’episodio di stravolgimento delle probabilità al poker è stato relativamente facile utilizzare le mie chip per arrivare sino al tavolo finale. C’erano 28 partecipanti, io ero al sesto posto. I premi venivano distribuiti ai primi quattro.
Dieci minuti dalla formazione del tavolo dinale ero sesto su sei, con cinque grandi bui. I primi due hanno foldato e sono andato all-in con K-9. Il grande buio ha deciso in seguito di chiamare con AA.
Out
Avrei dovuto attendere: i giocatori non attaccavano i bui. Il gioco era così tanto amichevole che mi ci sono voluti cinque minuti per lasciare il tavolo a causa di un lungo periodo di tremore alle mani.
Non sono stato l’unico a notare che il tavolo era generoso.
Dieci minuti dopo, un curioso tizio dallo sguardo furbo, proveniente da Chicago, quarto di quattro, ha suggerito un patto: 2°, 3° e 4° avrebbero preso $250; il primo, quello col più alto numero di chip, $500.
Tutti hanno accettato.
Il tipo con più chip non voleva distruggere le belle vibrazioni del tavolo lottando per un primo premio di $730.
Dividere equamente le poste in gioco?
Chi ha detto che Las Vegas non ha cuore?
PS
Non dimenticate di leggere tutti i tweet direttamente da Vegas. Vi terrò informati di tutte le offerte e gli speciali in programma.
“The Boss”