Lezione di Poker n.6: le chiamate

Adesso che sappiamo come calcolare la probabilità di vittoria della nostra mano, è tempo di parlare del piatto. Le giocate all’interno del piatto si stabiliscono, ma sono anche un modo, per relazionarsi con la possibilità di vittoria della mano stessa.

La “Pot odd” si stabilisce semplicemente paragonando la “misura” della scommessa, con il piatto. Ipotizziamo di tenere un colore con una carta sul tavolo (che stimao aspettando). Il nostro sfidante scommette 10 dollari in un piatto di 40 dollari. Sappiamo che dobbiamo chiudere il colore per vincere la mano. La nostra giocata “Pot odd” è 1 a 5 (10 su 50), ovvero 16,67%. La possibilità per noi di chiudere il punto è del 18%; conseguentemente dovremo chiamare (o anche rilanciare) per rendere utile la mano.

Questo ci porta direttamente al rilancio. In questo caso non terremo conto soltanto della scommessa momentanea, ma delle future all’interno della mano, che ci potremmo aspettare. Ipotizziamo che il piatto del Turn è 25, e il nostro avversario scommette 10, e noi abbiamo sempre la stessa mano di prima. Sta chiamando quindi 1 a 3,25, ovvero 22%, ma la nostra mano ha possibilità di vittoria pari a 18%: in questo caso meglio non continuare.

Ma attenzione: se noi crediamo di poter chiudere il colore, vinceremmo altri 20 dollari nel river, quindi arriveremmo a 1 su 5,5, ovvero il 15%. La nostra mano ha sempre possibilità 18%, quindi maggiore.

In sostanza, se la nostra aspettativa di fare colore è maggiore dei rapporti sopra specificati, la mano è giocabile.

Al tavolo dobbiamo decidere cosa fare; quindi molti dei nostri calcoli non saranno precisi, ma approssimazioni di quello che sarebbe. Se qualcuno gioca 9 dollari in un piatto di 15, il calcolo è veloce: ci costerebbe 9 vincerne 24.