Corri, Forrest, Corri fino alla Finale!
Dovresti ora essere pronto a ricevere qualche ‘istruzione strategica’ per la sessione che ti condurrà direttamente in finale.
Ok, dobbiamo iniziare con una doccia fredda rappresentata dalla realtà della situazione. Non vi sono regole precise su come affrontare il post-bolla. L’unico, classico, frustrante suggerimento di poker che possiamo scrivere qui è... “dipende”.
Guarda quanto spesso funziona:
Dovrei chiamare, rilanciare o foldare con AQ, come primo giocatore da posizione intermedia?
Col bottone con 9-9 ed l’apertura di un giocatore un All-in che mi porterebbe via un terzo delle mie chip – dovrei chiamare?
Ultima mano, pago il piccolo buio e devo andare all in prima che il buio mi raggiunga – quali mani dovrei giocare?
Vedi?
Beh, forse nell’ultimo caso potremmo aiutarti – coppie, assi o due carte attive – e la tua posizione.
Il Poker è un gioco bellissimo che penalizza chiunque pensi che ci siano schemi di azione da seguire. Ma poi non c‘è alcuna saggezza convenzionale. Prendi ad esempio Gus Hansen – uno dei giocatori più attivi del mondo che gioca in una maniera inimitabile che porterebbe la maggior parte di noi sul lastrico in pochi minuti.
Nel momento più importante di un torneo, devi conoscere i tuoi opponenti. A quel punto avrai infatti già giocato per 3-4 ore, magari la fortuna ti ha fatto rimanere allo stesso tavolo con le stesse persone. Il tuo scopo è comunque quello di conoscere l’avversario. Così in profondità che nel momento qualcuno viene eliminato, ti sentirai in pena per lui, perchè ti ci eri affezionato.
Per esempio:
Quel giocatore con un esiguo numero di chip farà il kamikaze?
Quel rialzo è un bluff? Dove vuole arrivare?
Quel nonnino… perchè è così avaro nelle puntate?
Ci sono tanti elementi da tenere in conto, ma solo quattro i principali che possono determinare la tua lettura del gioco:
Stretto / Passivo – un giocatore che entra in gioco poche volte e soltanto quando ha una buona mano.
Stretto / Aggressivo – di nuovo, gioca poco, ma rialza di frequente e tenta di gestire l’azione quando ha qualcosa in mano. Non un grande bluffatore, ma uno con un occhio di riguardo alle potenzialità della sua mano.
Largo / Passivo – gioca tanto ma non forza l’azione. Chiama di continuo.
Largo / Aggressivo – un incubo. Impossibile leggere il suo gioco. Gioca tanto e rialza di più. Di solito non arriva in fondo, ma quando lo fa significa che è bravo, significa che è inarrestabile.
Il tuo lavoro è quello di un talent scout. Devi individuare queste qualità e saper sfruttare i ‘talenti’.
Al contrario, stai attento… c‘è qualcuno che si sta godendo le tue prestazioni, e non vede l’ora di mettere a frutto gli insegnamenti che tu, ahimè, gli hai dato circa il tuo gioco.
Lavora con una mentalità da testa a testa contro chiunque sia seduto al tavolo con te. Certo, la pressione non ti renderà facile la vita, così come ostacolerà le giocate degli altri, ma ognuno troverà un equilibrio degno della propria imprevedibilità. In questo caso infatti, meglio essere largo ed aggressivo piuttosto che il contrario: nessuno saprà dove vuoi arrivare quando chiami o quando rialzi, e se saprai leggere gli altri, arriverai in fondo.
Si, si tratta di intuizione, di lettura del tavolo e dei gesti e movimenti degli avversari. E ricordati che ‘dipende’. Le tue giocate devono essere decise dallo studio dell’opponente. Fai le scelte giuste ed approderai al tavolo finale.
